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Antumnos, parola ritrovata in un’iscrizione sopra una tavoletta di piombo a Larzac in Aquitania, deriva dall’unione di “ande-dubno-” e significa letteralmente “mondo dal basso, mondo dei morti”.

Si tratta dell’oltre tomba gallico, governato da un dio del quale non è sicura l’identità: Cesare lo accostò al Dis Pater romano senza però specificarne il nome originale. Marco Simòn lo ha identificato con il dio Sucellos. Questo dio re dell’oltretomba è fondamentale nella mitologia celtica perchè egli sarebbe il progenitore del loro popolo. Vi sono molte prove che Sucellos fosse questa divinità: era rappresentato come dio della notte, infatti i Celti consideravano il tramonto come l’inizio della giornata e festeggiavano la luna piena, era rappresentato con un martello in mano e una pelliccia di lupo sulle spalle, il martello lo rendeva simile a Charun (il Caronte etrusco), il quale portava un martello, e nel folclore bretone si parla di “martello della buona morte” usato per porre fine ad una lunga agonia, mentre il lupo era un animale legato all’oltretomba. Inoltre era sposato con la dea Nantosuelta, divinità solare legata al ciclo vitale ed alla fertilità, quindi la coppia creava un binomio di vita e morte che è in linea con l’idea di equilibrio universale nella quale credevano gli antichi Celti.

Non si sa praticamente nulla della versione gallica continentale di Antumnos, ma nella mitologia gallese e irlandese si credeva che l’aldilà fosse o su un’isola o sotto terra e, sia nei racconti mitologici dei Mabinogi che nei cicli arturiani, è chiamato Annwfn ed è identificato con l’isola di Grassholm (Galles) o con altre aree sparse del Galles. Nella prima sezione dei Mabinogi viene raccontata la storia di Pwyll, principe di Dyfed, e di come egli sconfisse i nemici di re Arawn, uno dei re di Annwfn, e divenne capo dell’oltretomba.

Nell’opera “Preiddeu Annwfn” scritta nel libro di Taliesin si narra di re Artù che si avventurò nel mondo dei morti (Annwfn) per liberare un certo Gweir, un personaggio misterioso di dubbia identità, per trovare un calderone magico appartenente al capo di Annwfn, Pwyll, ed un’altra serie di imprese. Il re dell’oltretomba resta Arawn anche in questo racconto. Quest’opera può essere considerata la base sulla quale furono scritte le leggende arturiane del Graal e di Avalon.
Fonti: F. M. Simòn, 1998.
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Mabinogi e Libro di Taliesin.