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Diciamolo senza girarci intorno: il mondo, così come lo conosciamo, un giorno cesserà di esistere.
Di sicuro finirà tra circa 6.000 milioni di anni, quando il nostro Sole raggiungerà il suo apice; diventando una gigante rossa, vaporizzerà l’atmosfera terrestre e strapperà via crosta e mantello, prima di inghiottire il nucleo rimanente.
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C’è da dire che noi (intesi come specie) quasi sicuramente non assisteremo a questo magnifico e contemporaneamente devastante spettacolo; con tutta probabilità qualcosa spazzerà via l’umanità, distruggendo forse ogni forma di vita sulla Terra, molto prima che il pianeta venga inghiottito dal Sole.
All’inizio di quest’anno, i ricercatori della Swedish Global Challenges Foundation, in collaborazione con il Future of Humanity Institute (Istituto per il Futuro dell’Umanità) dell’Università di Oxford, hanno pubblicato un rapporto che delinea i 12 rischi globali con impatto “potenzialmente apocalittico”. Gli autori definiscono con questo termine “la fine della civiltà umana o addirittura della vita umana”.
Tra questi rischi potrebbe avvenire una pandemia globale, un collasso ecologico, una guerra nucleare, l’impatto di un asteroide e, ultimo ma non meno pericoloso, il cambiamento climatico. I calcoli effettuati in questa ricerca possono essere ingannevoli e dipendono da tante incognite; non possiamo prevedere con assoluta certezza quale evento porterà la fine per l’umanità, ma è possibile stimarne la probabilità, grazie alla compilazione dei dati già disponibili (100 o 200 anni, nel caso dei cambiamenti climatici).
Nella stesura della relazione, gli autori hanno deciso di escludere alcuni “eventi esterni” come massicce esposizioni di raggi gamma dovute all’esplosione di una stella. Circa 450 milioni di anni fa è accaduto e il 60% delle specie viventi sulla Terra si sono estinte. Viene segnalato che risulta comunque un’ipotesi con un’alto grado di probabilità, ma che non è possibile fare una stima.
I ricercatori hanno inoltre pensato a un’invasione aliena, giungendo alla conclusione che è impossibile stimarne la probabilità, Purtroppo su questa ipotesi, per quanto affascinante, non abbiamo alcun tipo di dato certo.
Bene, cosa ci ucciderà tutti?
– Intelligenza artificiale.
C’è una probabilità su dieci (10%) che nel corso dei prossimi 100 anni vengano sviluppati sistemi di intelligenza artificiale, che stando alla logica, vorranno sbarazzarsi del genere umano, per il semplice motivo che una IA non ha bisogno di noi per prosperare. Tuttavia, non è così semplice, negli ultimi anni gli esperti di IA hanno anche previsto che un computer super intelligente potrebbe risolvere più problemi di quanti ne potrebbe creare… se ci giochiamo bene le nostre carte, ovviamente.
“Creare una vera e propria IA è un rischio, non sappiamo bene come potrebbe reagire continuando ad apprendere. Volendo essere positivi, un’intelligenza con un tale potere potrebbe combattere facilmente la maggior parte degli altri rischi riportati in questa relazione”.
Pertanto, un’invasione di robot killer è sia lo scenario più probabile che il più improbabile.
Semplicemente non possiamo sapere come andranno le cose, ma il rischio c’è.
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– Virus, guerre nucleari, cambiamento climatico.
Naturalmente ci sono altre ipotesi di apocalisse con un grande potenziale. Sempre secondo il rapporto, c’è una probabilità del 5% che nei prossimi 100 anni gli esseri umani vengano spazzati via da una pandemia globale o da una guerra nucleare. Inoltre, se non facciamo qualcosa al riguardo, nel corso dei prossimi 200 anni c’è il 5% di probabilità che gli impatti del cambiamento climatico ci facciano fuori.
Dire “10%” o “5%” può sembrare poco, ma sono stime piuttosto elevate.
– Asteroide.
Se vi state chiedendo qualcosa sull’impatto di un eventuale asteroide, la probabilità è solo una su 10.000; è molto più probabile che un “supervirus letale” ci distrugga prima dell’impatto con un meteorite (di almeno 5 km di raggio).
Chiudo citando l’astronomo Phil Plait, che nel suo libro del 2008 “La Morte dal Cielo” scrisse:
“Sembra come se tutto il cosmo stesse cerrcando di distruggerci e in un certo senso, così è. L’Universo è un posto pericoloso, ma dobbiamo avere una visione pratica, apprezzando la vastità dello spazio e del tempo, e la nostra capacità di manipolare gli eventi intorno a noi”.
Via: Sciencealert.com