Sono le 11:00 del 2 maggio, quando vedo su Facebook un post pubblicato da Disney Cinema Eventi, che dice di mandare una mail al loro indirizzo per aggiudicarsi un biglietto, valido per due persone, per l’anteprima dedicata ai fan del film più atteso del trimestre.
Voglio vederlo.
Invio la mail e alle 13:30 ricevo la risposta:
Carissimo fan,
Con la presente confermiamo che la sua richiesta di partecipazione all’evento in oggetto E’ STATA ACCETTATA!
Abbiamo registrato nella lista accrediti A SUO NOME i posti da lei richiesti.
La preghiamo di recarsi stasera al Cinema Orfeo – Viale Coni Zugna n. 50 – entro le ore 19.45 per avvalidare l’accredito.
L’entrata di riferimento è la porta alla sua sinistra del cinema dove troverà un segnale “ENTRATA OSPITI”
Le chiediamo gentilmente di portare con se copia cartacea o su cellulare di questa conferma.
Grazie
Buon Divertimento!
Disney Cinema Eventi
Biglietto – clicca per ingrandire
FIGATA, chiamo Alex che naturalmente accetta immediatamente.
Arriviamo al Cinema Orfeo alle 19:30 e troviamo una coda di almeno cinquecento metri. Non sto scherzando, sarà stato mezzo chilometro buono di gente. Guardo il cartello: “ENTRATA OSPITI”, chiedo ad uno della sicurezza: “È questa la fila per gli ospiti dell’evento Disney”?
“Sì”.
Mi rassegno, ci metto 3 minuti buoni a raggiungere la fine della coda e mi metto buono in fila.
La scimmia di vedere il film inizia a salire.
Prima nota positiva: è una fila educata. Nessuno spinge, nessuno spacca le palle, anzi: sto chiacchierando piacevolmente con 5 o 6 gruppetti differenti. C’è una bella atmosfera, mi ricorda un po’ quella del fanday di Uncharted. Mentre discuto con Alex di campagne blasfeme da lanciare su Kickstarter, mi rendo conto di avere a fianco un kebabbaro e la tizia gnocca davanti a me spara un rutto da centocinquanta. Bene, mi sento a casa.
Seconda nota positiva: nonostante la lunghezza, la fila è scorrevole. Ogni 5 minuti si avanza di tre o quattro metri. In poco più di mezz’ora siamo all’ingresso. Tanto di cappello all’organizzazione.
All’entrata troviamo una bella ragazza (con una maglia epica) che ci chiede i nominativi.
Saliamo le scale che portano alla sala e troviamo altre belle figliole, che distribuiscono un gelato col disegno dello scudo di Cap, ma in rosa, bianco e azzurro (WTF?) e una bustona. Una morbida bustona.
Dentro c’è una bellissima t-shirt, un poster con un mosaico di immagini che formano gli Avengers e una bustina con dentro una miniatura e una card.
Fra tutte le mini figures possibili trovo quello sfigato di Hawkeye, mentre ad Alex va di culo: Frank Castle aka The Punisher.
Nell’androne ci sono delle teche, ma decidiamo di guardarle all’uscita per cercare di aggiudicarci i migliori posti possibili.
Gelato e bustona
La parte azzurra del gelato non mi piace e il resto è come il vecchio Cucciolone, ma senza il dito di cioccolato.
Dentro la bustona: maglia, poster e bustina con dentro una miniatura e una card.
La maglietta
Poster mosaico
Ho trovato il più sfigato
Hawkeye da vicino
Entriamo nella sala.
Su ogni poltrona troviamo una bottiglietta d’acqua e un tubetto di Pringles. Bella li, grazie.
Quattro o cinque file dietro di noi c’è un’area di poltrone riservata per Max Pezzali e quatto giovani talenti delle due ruote; davanti a noi lo schermo con la grafica dell’evento.
Voglio vedere il film. Ne ho bisogno.
Sale sul palco un presentatore. Primo applauso, chiama un writers bravissimo (e imbarazzatissimo), clip del writers mentre dipinge con un montaggio di scene tratte dal film; [chiacchiere] secondo applauso, Chiama i piloti, [chiacchiere] selfie sul palco organizzato dal conduttore (in 5 davano le spalle al pubbblico), clip con i piloti che gareggiano con un montaggio di scene tratte dal film… non me ne vogliano, ma tutti noi siamo qui per vedere”Captain America: Civil War”.
A quel punto lo dice: “Vi lascio a ciò che state aspettando: il film“.
Si spengono le luci.
Gioia.
Inizia.
SPOILER ALERT!
Un po’ di considerazioni personali random sul film.
Inizio dicendo che, a mente fredda, ho deciso che probabilmente è il mio film Marvel preferito, anche se il primo Avengers mi rimarrà sempre nel cuore.
BUM, esplosione.
Tony Stark si presenta dagli Avengers-non-infinitamente-forti, dopo aver firmato (e proponendo agli altri di firmare) un accordo “per ufficializzarli” come squadra militare e pertanto potranno entrare in azione unicamente dietro richiesta dei governi. Qui differisce un po’ dal fumetto, non si fa nessuna menzione al fatto che i governi vogliano uccidere chiunque abbia dei superpoteri o si pompi con qualche figata tecnologica; nella versione cartacea solo allora Tony Stark cerca una mediazione proponendo un accordo.
“È stato Bucky Barnes (il Soldato d’Iverno)!” dice Tony.
“No, l’hanno condizionato con le paroline!” risponde Cap.
“INSEGUIAMOLO!” dicono entrambi.
Ecco, mi hanno infastidito un po’ le riprese con la telecamera traballante, utilizzata in tutte le scene iniziali degli inseguimenti. Per fortuna, dopo una decina di minuti di film, il regista pare abbia deciso di moderare l’uso di questa tecnica.
Per quanto non si sia visto moltissimo, quel tanto mi è bastato per conferirgli il titolo di “Mio Spider-Man preferito nel cinema”. Ragazzino, veramente ragazzino. La tuta è figa (giustamente, glie l’ha data Tony Stark), ma sia il design del costume, che il modo di combattere mi ricordano un sacco il supereroe che conoscevo da bambino. Bello, davvero bello.
Captain America: veramente strepitoso. Bacchettone come al solito, ma alla fine questa volta secondo me ha ragione. Sì, un po’ come si diceva alle medie. L’amicizia con Bucky Barnes traspare in modo molto marcato. È quasi fisica.
Iron-Man: l’ho trovato un pochino sottotono, ma giustamente è un film su Steve Rogers.
Ant-Man/Giant-Man: è veramente fantastico. Amo quando diventa enorme. Sono morto quando, piccino piccino, è entrato nell’armatura di Iron-Man e dice a Tony Stark di essere la sua coscienza. :ahah:
Pantera Nera: sì. Un assoluto sì. Combatte proprio come lo immaginavo, nella sua scelta finale il personaggio rimane fedele al character design.
Vedova Nera: L’ho trovata un po’ più riflessiva del solito, ma Scarlett Johansson è sempre una figa stratosferica. Ho apprezzato il piccolo (seppur giusto) tradimento.
Falcon: Amo il suo giocattolino che porta sulla schiena, un modulo che diventa un drone che fa un sacco di cose fighe.
Howkeye (Occhio di Falco): mi sta sui coglioni da quando hanno deciso di appioppargli il compito di dirigere Famiglia Cristiana.
War Machine: svolge il suo compito, cioè farsi abbuffare di mazzate per poi rimanere paralizzato dalla vita in giù. Serve a questo, è la molla che fa scattare Tony Stark, nulla di più.
Scarlet: potente, veramente potente. A questo giro non fa nulla di veramente eclatante, perché tutti sanno che se si incazza ci son da cagare bulloni roventi. Pur non vedendola distruggere chilometri di roba, lo spettatore sa bene che potrebbe esserne in grado, anche se pare stia ancora scoprendo davvero i suoi poteri.
Visione: fatto bene, praticamente soltanto Scarlet è in grado di fermarlo.
Soldato d’Inverno: che il personaggio fosse figo lo sapevamo. Trovo assurda la sua decisione finale di farsi congelare. Se il problema si presenta quando sente le parole, non potrebbe andare in giro con degli auricolari? Tony Stark sarà in grado di farne un paio che filtrino quella sequenza di parole. Boh, tanto lo sappiamo che alla prima occasione buona lo scongeleranno. Certo che… usare questa roba per la scena aggiuntiva del film (quella dopo i crediti) è un po’ un peccato.
Usciamo dalla sala gasati e soddisfatti.
Finalmente possiamo guardare cosa c’era nell’androne al piano superiore: delle fantastiche illustrazioni, mentre al piano di sotto ci sono due riproduzioni in scala 1:1 di Cap e Iron-Man.
Ovviamente ci fermiamo un po’ a fare i coglioni prima di uscire dal cinema e passare un paio d’ore a parlare del film.
Ottimo film, ottima organizzazione dell’evento, ottima compagnia. Sono rimasto molto, ma molto, soddisfatto.
Ho aperto Mente Digitale nel 2006 e mi rappresenta in ogni sua trasformazione.
Dirigo una web agency milanese, colleziono fumetti, seguo anime dai tempi dei vecchi robottoni e divoro serie tv in lingua originale. Su Lega Nerd sono autore di livello 36, con più di 300 articoli pubblicati.
La frase che preferisco è: "La cultura è il nostro passaporto per il futuro. Il domani appartiene alle persone che si preparano oggi" - Malcom X
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