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Assassin’s Creed – Recensione del film (spoiler segnalati nell’articolo)

 Tempo di Lettura: 6 minuti

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“Agiamo nell’ombra per servire la luce, noi siamo Assassini”.

Ho assistito alla proiezione per la stampa di “Assassin’s Creed“, il film ispirato al celebre videogioco, che uscirà nelle sale italiane il 4 gennaio 2017. Questa pellicola non è una trasposizione cinematografica di una puntata del videogame, quindi pur mantenendo il filo conduttore dell’estenuante ricerca della Mela dell’Eden non vedremo Altair, Ezio, o altri personaggi che già conosciamo; ad esempio a prendere il posto dell’ormai celeberrimo Desmond  troviamo Callum Lynch: discendente di Aguilar de Nerha, un membro dell’Ordine degli Assassini vissuto in Spagna nel XV secolo.

Sono un grande fan della saga videoludica, partecipai anche al Fan Day di tre giorni a Monteriggioni organizzato nel 2010 da Ubisoft Italia per l’uscita di “Assassins Creed: Brotherhood” (pubblicai un articolo dedicato su Lega Nerd), quindi in questa recensione descriverò  la trama e cercherò di focalizzare le differenze sostanziali che ho notato rispetto al videogioco.

Trailer

 

Trama

“Il tuo sangue non  ti appartiene Call, appartiene al Credo”.

Callum Lynch è un criminale condannato a morte che viene salvato segretamente dalla Abstergo Industries, la diretta evoluzione moderna del malvagio Ordine dei Templari. Lo scopo di quest’organizzazione è di far progredire il genere umano dominando, grazie alla scienza, gli istinti più violenti e di conseguenza ogni impulso di ribellione. Per raggiungere i propri obiettivi necessitano di  trovare la Mela dell’Eden, un manufatto creato da un’antica civiltà tecnologicamente avanzata, in cui è racchiuso l’intero genoma umano.

Il protagonista viene costretto ad utilizzare l’Animus, un macchinario fantascientifico che permette di rivivere i ricordi degli antenati, che però ha due facce della medaglia: se il “soggetto” non è consenziente rischia di rimetterci i neuroni. Dopo un paio di “giri di giostra” forzati Callum Lynch  decide di sottoporsi di propria volontà e scopre di discendere da Aguilar de Nerha, un membro dell’Ordine degli Assassini vissuto in Spagna del XV secolo durante l’Inquisizione spagnola.

Man mano che il protagonista utilizza l’Animus, rivivendo (LETTERALMENTE) le memorie dell’antenato, acquisisce le abilità di un vero Assassino, necessarie a distruggere l’Abstergoe quindi i Templari – da sempre nemici dell’Ordine.

Nel laboratorio-prigione Callum Lynch incontra altre “cavie”, anche queste persone discendono direttamente da Assassini, vissuti però in epoche differenti rispetto ad Aguilar de Nerha e insieme uniranno le forze per sconfiggere il villain del film.

SPOILER ALERT

Continuando con la lettura della recensione potresti trovare qualche anticipazione!

 

Differenze sostanziali rispetto al videogioco

Come ho scritto all’inizio dell’articolo questo film non è una trasposizione cinematografica del videogame, ma troviamo dei punti cardine della saga che differiscono nella forma, ma non nella sostanza e questo l’ho apprezzato molto. Vediamoli insieme.

 

  • Animus

Nel videogioco è praticamente una poltrona medica, nel film troviamo un avanzatissimo braccio robotico che interagisce col soggetto, connettendosi tramite una dolorosa puntura epidurale. Con questo macchinario il protagonista invece di “sognare” i ricordi dell’antenato li rivive fisicamente. L’effetto scenico è notevole: si alternano sequenze del passato a sequenze del presente, in cui Callum Lynch effettua gli stessi movimenti di Aguilar de Nerha. Mi è piaciuta particolarmente la scena in cui l’antenato spagnolo scala rapidamente una parete e il “novello assassino” ne riproduce i movimenti, mentre il braccio lo solleva da terra dando l’impressione di “scalare il vuoto“. Pur non essendoci una parete risulta tutto molto fisico, quasi palpabile.

Il Produttore Michael Fassbender ha spiegato che se avessero tenuto lo stesso tipo di Animus che troviamo nel gioco, il protagonista sarebbe rimasto seduto molto tempo e il macchinario avrebbe perso rilevanza nella narrazione.

Potete vedere l’Animus del film nel video qui sotto.

 

  • Lama Celata

La lama celata è il marchio di fabbrica degli Assassini e quelle che vediamo nel film sono realizzate a regola d’arte. Inoltre un personaggio che aiuta il protagonista è orientale e ha una versione giapponese dell’arma. Chi mi conosce sa bene che bramo da sempre un capitolo del videogioco ambientato nel Giappone Feudale e vederla mi ha fatto pensare a quanto sarebbe bello se lo producessero veramente. Purtroppo nei vari trailer non si trovano immagini su quest’arma, quindi non ho foto disponibili.

In una sequenza d’azione mi è parso di notare che l’arma avesse anche un rampino, come quello che troviamo in dotazione dal capitolo “Assassin’s Creed: Syndicate“.
Una piccola nota stonata: in una scena assistiamo al famoso taglio dell’anulare a cui l’adepto doveva sottostare durante il giuramento sancito per accettare il Credo. Nel videogioco scopriamo che questa pratica era necessaria per far scattare la lama senza ferirsi (fino al capitolo “Assassin’s Creed: Brotherhood“, poi nella trama Altair “fixò il bug”), ma nel film si taglia solo il destro, mentre il personaggio ha una lama montata su entrambe le braccia. A rigor di logica si sarebbe dovuto tagliare anche l’anulare sinistro, ma ammetto che questo è un dettaglio da nerd.

Lama celata Assassin's Creed film

 

  • Salto della Fede

È VERAMENTE FIGHISSIMO!

Nel film ne vediamo due o tre e siccome il soggetto nell’Animus prova le sensazioni del ricordo che sta vivendo, durante questa tecnica l’adrenalina schizza a mille rischiando di ucciderlo. L’unico modo per sopravvivere a quest’esperienza è di essere consenziente all’esperimento (immagino che così il cervello qualche modo si “prepari” prima all’evenienza); questo fa acquisire all’elemento una forte importanza, perché diventa un po’ come la famosa asticella che occorre superare per fare la differenza.

Il Salto della Fede è stato girato dal vivo con uno stuntman, che si è lanciato da 38 metri. Qui sotto trovate lo speciale dedicato, è veramente impressionante!

 

Considerazioni finali

“Nulla è reale, tutto è lecito”.

Fare un film che porta sulle spalle un’eredità enorme come Assassin’s Creed è complicatissimo. Il rischio è quello di scontentare i gamers o chi non ha mai provato il videogioco; trovare il giusto equilibrio e ottenere un prodotto godibile come quello a cui ho assistito implica un lavoro immenso che comprende il marketing, la strategia aziendale e la regia, insomma: pur essendo un po’ slegato dal videogioco non riguarda solo il film, ma tutto l’ecosistema della saga.

La fotografia è veramente particolare, ho notato un forte distacco fra le tecniche di ripresa utilizzate nelle sequenze del passato, con colori molto caldi, toni accesi e inquadrature più larghe rispetto a quelle che mostrano il presente, con colori freddi, toni cupi e molti primi piani o inquadrature ravvicinate.

I combattimenti sono spettacolari, a differenza dei trand moderni le scene di lotta non sono caotiche e fondono diverse discipline di arti marziali con mosse complete e combo; non ho ben capito perché i salti da un palazzo all’altro siano in stile colpo della gru di Karatekid, ma non ho trovato questo elemento particolarmente fastidioso, mi ha invece lasciato un po’ di stucco il fatto che ad un certo punto entrino vestiti da assassini in una sala piena di Templari, “passeggiando” senza che nessuno li noti. Un aspetto che invece non mi è piaciuto riguarda l’ubicazione della Mela dell’Eden, ma non me la sento di commentare oltre per non spoilerare troppo togliendovi così il gusto di vederlo al cinema.

Ne riparleremo sicuramente sulla nostra pagina Facebook   dopo il 4 gennaio. Metti Mi Piace per rimanere aggiornato!

Parkour estremo, azione e ambientazioni ben costruite fanno da supporto ad una trama concreta, ma un po’ vacillante nei particolari; è un buon film che intrattiene agilmente per 108 minuti senza mai annoiare.

Cosa ti aspetti da questo film? Diccelo lasciando un commento!

Galleria

 

Poster

Poster Assassin's Creed -Recensione Film

 

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William J

Ho aperto Mente Digitale nel 2006 e mi rappresenta in ogni sua trasformazione. Dirigo una web agency milanese, colleziono fumetti, seguo anime dai tempi dei vecchi robottoni e divoro serie tv in lingua originale. Su Lega Nerd sono autore di livello 36, con più di 300 articoli pubblicati. La frase che preferisco è: "La cultura è il nostro passaporto per il futuro. Il domani appartiene alle persone che si preparano oggi" - Malcom X