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[notification type=”alert-info” close=”false” ]#iCazziDuriDellaStoria è una rubrica a cura di Lorenzo Carbone che parla dei personaggi storici più influenti e cazzuti di sempre. [/notification]
Miei cari/e, il #CazzoDuroDellaStoria di oggi sarà un po’ diverso dal solito , visto che non si parlerà di un singolo essere umano, bensì di due cani della mitologia e della letteratura: sto parlando di Argo e di Huan.
ARGO (L’ODISSEA)
Argo era il cane di Ulisse, un meraviglioso segugio da caccia, dotato di un fine intelletto, di una forza incredibile, nonché di un amore smisurato per il suo padrone, il signore di Itaca.
Ulisse lo trattò sempre come un fratello, cosa alquanto strana al tempo, perché vi era una netta distinzione tra animale e essere umano nella epoca antica, la vita di qualsiasi essere non umano non aveva l’importanza di quella di un’altra persona (celebre fu il monito dell’Imperatore Ottaviano Augusto a due persone che trattavano il cane come un umano). Argo fu il primo a raggiungere Ulisse quando partì per la guerra di Troia, nonché l ultimo ad allontanarsi quando la nave del suo padrone era lontana, oltre la sua acuta vista. Argo aspettò il suo amato Ulisse per oltre vent anni (dieci anni di guerra di Troia, dieci anni di ritorno a casa a causa di numerosi imprevisti che capitarono al signore di Itaca, per fare qualche esempio… Polifemo e Circe), oltre il limite di vita di ogni cane mai esistito.
Quando Ulisse, raggiunse finalmente la sua amata madre patria, dinnanzi al suo palazzo trovò un cane vecchio, spelacchiato e quasi cieco, era Argo. Il cane alzò stancamente la testa, riconobbe subito il padrone, gli scondinzolò, gli venne incontro e morì, felice, perché finalmente aveva rivisto il suo amato Ulisse. Argo fu davvero un cazzoduro, non tanto per le sue imprese in battaglia, ma per la sua volontà di ferro, per sapere che il suo padrone sarebbe tornato, una certezza che spesso vacillava anche nella fidata moglie Penelope.
Ulisse versò l’unica lacrima dei suoi vent anni di fatiche, la lacrima per il suo amico più fedele.
HUAN (IL SIGNORE DEGLI ANELLI)
Tutti noi conosciamo la Terza Era del Signore degli Anelli, il capolavoro di J.R.R Tolkien, ma pochi conoscono la Prima Era, quando il mondo di Arda venne creato. Li il mondo dei Valar (le divinità creatrici) dovettero affrontare il traditore Melkor (chiamato anche Morgoth) la tremendamente potente Ungoliant (la regina ragno, la quale è l’unico cattivo della Terra di Mezzo ad essere FORSE ancora viva durante la Quarta Era, come sua figlia, la mostruosa Shelob) e il feroce Sauron (il cattivo della Seconda e della Terza Era, nonché il nemico presente nei film di Jackson).
Questi eventi vengono narrati nel libro “Il Silmarillion” un’ opera postuma alla morte del grande scrittore, che venne pubblicata dal figlio Christopher Tolkien, (il quale tutt’oggi pubblica lavori del padre bello non fare un cazzo e usare il lavoro di papà eh?) in cui si narrano le vicende che partono dalla creazione del fantastico mondo immaginato da Tolkien alla caduta del regno di Numenor (una sorta di Atlantide Tolkeniana, il celebre Aragorn era un discendente di questa stirpe, vista la sua impressionante altezza e la sua vita estremamente lunga) e alla prima disfatta di Sauron, il quale era divenuto il Signore degli Anelli, forgiati dal grande sire elfico Celebrimbor.
E’ durante la Prima Era che Huan fa la sua comparsa. Un maestoso ed enorme (era grosso come un cavallo) Terrier Irlandese (la razza preferita di Tolkien), era benedetto da una intelligenza prodigiosa, una forza divina. Con un coraggio senza pari, fu il fedele compagno di viaggio dell’umano (o forse gnomo?) Beren e di sua moglie, l’ elfa Luthien, nella loro impresa di trovare i Simalir, dei gioielli che avevano la possibilità di cambiare il mondo, gli ultimi frammenti dei due alberi di Valinor, distrutti dalla incredibile potenza di Ungoliant e di Morgoth.
Huan sapeva della profezia che gli venne detta al momento della sua nascita, egli sarebbe morto per mano di un mannaro. Ma Huan non si tirò mai indietro, sconfiggendo spesso queste vili creature, i quali prendevano gli ordini da Sauron (che si faceva chiamare Gorthaur, ovvero il mostruoso, il raccapricciante, lo spregevole… insomma: pensate ad Adinolfi e avrete il significato di Gorthaur).
Huan , oltre questa sua grande forza, era molto saggio e colto, nonché benedetto dal dono della parola.
Questo meraviglioso Terrier parlò solo tre volte durante tutta la sua vita, ogni volta che lo fece però, dimostrò una saggezza e un intelligenza tattica veramente incredibile.
La prima volta suggerì a Luthien un passaggio segreto per entrare nella fortezza di Sauron per poter liberare il marito. Li Huan riuscì in quello che non era mai riuscito nessuno, sconfisse in maniera pulita e senza sporchi trucchi il potentissimo Gorthaur. Sauron, sapendo della profezia che gravava su Huan, si trasformò in un enorme Mannaro, Huan, nonostante venne ferito più e più volte, sconfisse e sottomise il futuro signore di Mordor – un posto veramente di Merdor, stile Busto Arsizio (cit: Lo Svarione Degli Anelli) – il quale scappò sotto forma di vampiro.
La seconda volta che il grande cane parò fu quando suggerì ai suoi due amici di usare la pelle di due servitori di Morgoth per entrare nella sua fortezza .
La terza volta fu la più tragica, Huan scoprì che il signore del male aveva creato l’ arma definitiva per ucciderlo, il più grande e potente mannaro mai creato, il suo nome era Carcharoth (qualcuno ha detto Goku?). Il combattimento fu terribile, il mega-mannaro aveva scoperto il trucco di Beren e Luthien ed era deciso a fargliela pagare.
Huan si lanciò all’ attacco.
Il potere di Carcharoth era immenso e Huan subì ferite gravissime, ma con un morso al collo pose fine alla vita del mostro.
Purtroppo le profezie si avverano sempre.
Sebbene trionfante, Huan sentì che la sua vita era al termine, la saliva del suo defunto nemico aveva dentro di se un veleno micidiale. Il grande cane si accasciò per terra, le sue ultime parole furono per Beren e Luthien. Furono parole di augurio di felicità e di credere sempre nei propri ideali, dopo di che si spense.
Il mondo non avrebbe più visto un cane come Huan.
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