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Abbiamo fatto due chiacchiere con Stefano Labbia, autore emergente romano, che ci ha presentato le sue due graphic novel: Kremisi e Killer Loop’S

Esordisci nel mondo editoriale come autore nel 2016 con la raccolta di poesie “Gli orari del cuore“
So che sei anche uno sceneggiatore di serie per la TV. E ora ti sei cimentato nella creazione e
pubblicazione di ben due Graphic Novel: Kremisi e Killer Loop’S. Quali e quante sono le differenze
e le difficoltà che hai incontrato nel passare da un genere narrativo all’altro? Quale ti ha
appassionato di più o meglio ti rappresenta?
Salve a tutti e grazie per questa fantastica opportunità! Si,sto lavorando sodo. Mi sto applicando. Fear, la serie tv che ho ideato e sceneggiato, ha riscosso molto interesse Oltremanica: si sta trattando con alcune companies e spero di arrivare presto ad un accordo per entrare in produzione con il pilot. Tornando alla tua domanda: sostanzialmente non molte. La sceneggiatura di un “fumetto” è per certi versi molto simile a quella cinematografica. Richiedono entrambi regole ma, a livello di descrizione, taglio, effetti sono per certi versi quasi uguali. Cambia solo la destinazione: non più grande schermo – pellicola ma carta. Anzi… a mio parere i comics / le graphic novel sono il mezzo di espressione più completo e libero che esista.

Ho letto che hai una certa passione per l’universo Marvel e, questa tua passione, emerge prepotentemente nella caratterizzazione dei personaggi che ci presenti in Kremisi e Killer Loop’S. Non temi il confronto con i personaggi Marvel che, dall’uscita di Avengers in avanti e con lo sdoganamento attraverso le serie Netflix, sono ancora più parte della cultura pop e conosciuti anche da chi non ha mai aperto un comics in vita sua?
Ma no, nessun confronto. O parodia. O altro… Semplicemente credo che esista libertà d’espressione e di pensiero. Altrimenti nessuno, dopo E.T. avrebbe più girato film sugli alieni… ognuno deve dare la propria versione, la propria visione delle cose. I “miei supereroi” ribaltano tutti i canoni e le regole del genere. Non sono semplici “supereroi” con “super problemi”. Anche… ma non solo. Chi avrà la “pazienza” di aprire i volumi di Kremisi e di Killer Loop’S capirà che non siamo in competizione con nessuno. Sono due prodotti differenti. Solo perché uso dei costumi di scena non significa che tu debba assistere al solito spettacolo…
Entrambe le Graphic Novel sono ambientate negli USA, Kremisi precisamente a NY. Mainetti con “Lo chiamavano Jeeg Robot” ha ampiamente dimostrato che un supereroe Italiano può esistere, e il pubblico ci si può affezionare. Perché hai scelto questo tipo di ambientazione? Creeresti un supereroe o una squadra di supereroi italiani?
Sto pensando ad un supereroe italiano. Sto parlando con un Editore. Ma il discorso è che è potenzialmente rischioso… Uno su tutti perché l’America ha di certo più impatto nell’immaginario collettivo ed alcune azioni che i protagonisti compiono nell’arco narrativo sembrano più… naturali e meno folli. Alcune storie poi nascono così e bisogna cavalcarle senza sella: lasciarle libere e vedere dove ti portano. La scelta di ambientare entrambe in America è nata assieme ai protagonisti.
Raccontaci del percorso fatto coi disegnatori, della realizzazione e del passaggio da parola a tratto. Chi si è occupato della realizzazione grafica di entrambi i progetti e com’è stato vedere rappresentati i personaggi che avevi descritto?
È stato emozionante. Più emozionante che vedere recitare qualcosa che hai scritto sullo schermo… Almeno per me. Ho avuto la fortuna di imbattermi in disegnatori giovani. brillanti e capaci su tutti i progetti in lavorazione (Super Madness, Kremisi, Leroy Lambick, Super Santa, Killer Loop’S). E inaspettatamente abbiamo subito trovato un’intesa sul piano artistico. Questo è sintomo che lavorare bene si può se si ha un obiettivo comune: la riuscita del progetto. Purtroppo non è sempre così…
Che percorso suggeriresti a un autore emergente, che volesse cimentarsi nella pubblicazione di una Graphic Novel?
Consigli… Forse posso dire circa la mia esperienza personale. Sicuramente osare, rischiare. E non parlo “solamente” di mettersi in gioco e adoperare il proprio tempo libero o investire del denaro del progetto. Bisogna insistere e credere in se stessi. Sempre e comunque. Ad ogni caduta. Ad ogni porta sbattuta in faccia. Ad ogni silenzio. Reagire. Ecco la parola chiave: reagire. Prima o poi qualcuno, se il progetto è valido, vi noterà. E voi avrete vinto.
Ultima, ma non per importanza, domanda: quando e dove possiamo trovare Kremisi e Killer Loop’S?
Per Kremisi c’è l’interesse di due case editrici italiane e di moltissime estere. È comunque in lavorazione. Per Killer Loop’S abbiamo un contratto editoriale con LFA Publisher per il primo volume: uscirà ad inizio 2018, non abbiamo ancora la data esatta di uscita perché stiamo ultimando le matite. In parallelo sto lavorando assieme a Giovan Giuseppe Trani, abile disegnatore, a Leroy Lambick, un volume unico in bianco e nero, destinato al mercato estero e… ad un manga.
Noi di Mente Digitale ringraziamo Stefano per la sua disponibilità, e aspettiamo con ansia l’inizio del nuovo anno per avere fra le mani questo volume, e magari recensirlo.
Se volete seguire il suo lavoro e restare aggiornati sui suoi progressi, potete mettere like alla pagina Facebook di Killer Loop’S e a quella di Kremisi.