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Mentre il figlio tiene la mano di quel corpo morente, il padre gli chiede di onorare una promessa
Una promessa di odio, di una violenza che non deve essere repressa
“Giura di odiare Roma” disse Amilcare prima di spirare
Annibale lo guarda, la fronte gli bacia, “ la tua volontà voglio onorare”
Tocca la ferita che conduce il valoroso genitore alla morte
Il Barca non era mai stato così forte
Due anni dopo, Sagunto sente la furia del figlio di Cartagine
I princeps furenti chiedono spiegazioni alla rivale , voglio una tregua senza margine
Ma Marte e Baal hanno già deciso, i pezzi della scacchiera sono pronti, la guerra è alle corte
Annibale è alle porte
I mercenari punici affilano le lame, i cavalieri fremono per la battaglia
I trentasette elefanti barriscono , Roma non si aspetta un esercito di questa taglia
Le Alpi sono giudici imparziali , ma crudeli
Molti elefanti cadono nei dirupi, i soldati punici cadono nei liguri tranelli
Dopo il Ticino, a Carre Roma trema per davvero
I punici e gli africani sono affiancati da Insubri e Boi, guerrieri dall’ onore vero
A Canne, il Barca ormai guercio stringe le legioni in una tenaglia
Emilio Paolo muore, travolto dal suo esercito, ormai divenuto marmaglia
Mai come ai tempi di Brenno, Roma ebbe così tanta paura, il sogno di Amilcare sta per divenire realtà
Ma le Parche hanno tessuto un’altra verità
Solo e abbandonato da politici opulenti e impauriti, Annibale vaga per l’Italia senza un fine
A Cuma e Capua la vittoria al punico non è più affine
A Zama tutto finisce
Una vendetta tanto agognata perisce
Esiliato
Per il resto della sua vita da Roma venne cacciato
Braccato
Condannato
Per orgoglio morì avvelenato
Lo splendore della cultura e dell’arte della guerra era Annibale
Il leone di Cartagine