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Intervista a Davide De Muro, cantante e musicista.

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Benvenuti a tutti, amici e amiche di Mente Digitale, oggi vi presenterò un personaggio che sta facendo faville in tutto il territorio ligure e non solo,un musicista completo, abile e dotato di grande simpatia.

Signore e Signori, ecco a voi Davide De Muro, ma bando le ciance, lasciamo la parola a lui.

Davide De Muro

Ciao Davide e benvenuto su MD, è un piacere rivederti, ci vuoi dire qualcosa di te?

Ciao Lorenzo, beh, se devo essere sincero non sono mai stato bravo a parlare di me, anche perché trovo più interessante quando lo fanno gli altri.

Ti confido che ho saputo cose di me dagli altri che nemmeno immaginavo; ed allora ho pensato che forse noi non siamo ciò che sappiamo di essere, ma soltanto il risultato dell’idea che la gente si fa di noi.

Scusa la divagazione un po’ filosofica, ma mi serviva per introdurre un concetto che ho espresso in un brano del mio cd dal titolo “Cambio idea” che parla appunto della decisione di cambiare idea sulle cose, per rendere la vita un po’ più “funzionale” alla società e un po’ meno allineata a ciò che siamo nel nostro intimo; una scelta di sopravvivenza insomma.

Per il resto posso dirti che sono una persona semplice, forse troppo, un’alieno proiettato in un mondo che non mi piace, cresciuto con delle idee che oggi sembrano essersi perdute nel caos del mondo moderno, la musica è il mio unico mezzo per rendere la mia esistenza più simile a come la vorrei.

Hai sempre fatto musica, sei un cantautore esperto e di talento, come è nata questa tua passione?

Le passioni spesso sono ben nascoste dentro di noi, altre volte invece emergono spontanee.

Nel mio caso è stato sufficiente che mio padre mi comprasse un organo, un Farfisa che conservo ancora in ripostiglio, per far sì che la passione per la musica venisse a galla.

Avevo circa otto o dieci anni, nel pieno degli anni ’70, e lui che era un appassionato di musica, mi mandò a prendere le prime lezioni dal M° Guastella, che insegnava in una stanzetta adiacente al negozio di strumenti musicali dei fratelli Gaggero in Fossatello.

Ma non passò molto tempo prima che il fascino delle sei corde mi coinvolgesse, vedere mio padre suonare la chitarra mi affascinò a tal punto di abbandonare gli studi del pianoforte per dedicarmi ad essa.

Ricordo che seguivo con attenzione tutta la musica che passava in TV, dai programmi RAI come “Senza rete”, “Discoring”, “Festivalbar”, fino a quelli delle prime emittenti private come Teleradiocity.

Davide De Muro and Friends

Ricordo con un po’ di nostalgia “Caccia al campione” dell’amico Dino Crocco, che ebbi poi modo di conoscere e frequentare nel corso della vita, e le serate passate davanti alla TV a “divorare” tutto ciò che passava, cose di un certo spessore culturale che oggi sono quasi completamente sparite purtroppo.

Tuttavia, ciò che diede fuoco alle polveri fu quando la puntina del giradischi fece partire “Sultans of swing” dei Dire Straits; quello fu il momento in cui decisi che dovevo assolutamente imparare a suonare come Mark Knopfler; non so se ci sono riuscito, ma il ricordo di una serata in cui alla fine di un concerto, alcune persone del pubblico mi presero in braccio e mi offrirono da bere, mi riempie ancora oggi di orgoglio, mi dà la consapevolezza che gli anni passati a studiare la chitarra sono stati spesi bene.

Hai avuto collaborazioni con musicisti estremamente importanti, ci vuoi raccontare delle tue
esperienze?

Ognuno di noi, durante il proprio percorso, incontra persone che si riveleranno poi più o meno importanti per l’evoluzione delle nostre esperienze di vita.

Personalmente mi sono fatto un’idea precisa del mondo musicale italiano, spesso farcito più di apparenza che di sostanza; ho avuto modo di frequentare molti artisti e di constatare che a buona parte di loro piaccia crogiolarsi nella loro fama, più o meno meritata, ma questo è un argomento troppo soggettivo e troppo complesso del quale, in questo momento, non mi interessa parlare.

Tuttavia, nella melassa di personaggi dal comportamento quantomeno prevedibile, affascinati dalla “polvere di stelle” ho avuto modo di conoscere persone estremamente vere, che non si sono fatti problemi a passare dal palco di grandi nomi della musica italiana e non, al desco di casa mia per condividere una cena, una merenda e quattro chiacchiere di sana e genuina convivialità.

Non voglio fare nomi per non rischiare di dimenticare qualcuno e di creare incomprensioni o confusione, dico solo che alla fine hanno vinto i miei vecchi principi, quelli che oggi non vanno più di moda, ossia che se dalla tua persona traspare genuinità non potrai fare altro che circondarti di persone genuine ed allontanare con garbo tutti coloro che ti avvicinano solo per interesse o per sfruttarti in qualche modo.

A me piacciono le persone che hanno qualcosa di vero da dire, e non parlo solo di musica, mi emoziono anche davanti alla cultura, soprattutto se espressa dai giovani, anche perché sono proprio loro che avranno il difficile compito di salvare il mondo dalla repentina deriva alla quale si sta pericolosamente avviando.

Il mio non è un discorso politico, sia ben chiaro, la cosa che mi fa più paura è la superficialità con la quale si affrontano certi argomenti e con la quale si prendono importanti decisioni; il mondo sta correndo troppo, è necessario fermarsi un attimo a pensare se non si vuole precipitare nel baratro.

Cosa ne pensi dell’attuale scena musicale ? Pro e Contro?

Tu vuoi farmi diventare impopolare a tutti i costi vedo… 😉

A parte gli scherzi, trovo che l’attuale scena musicale rispecchi inevitabilmente la scena sociale; vedo il vuoto, vedo l’arte piegata al business come forse non è mai accaduto nella storia, personaggi raffazzonati, impreparati, che danno più importanza alle scarpe che indossano o ad un tatuaggio, piuttosto a ciò che sanno fare artisticamente.

I talent poi ritengo che siano stati la condanna definitiva del talento, a dispetto del nome; piattaforme televisive create ad hoc per rendere più facile creare (e vendere) nuovi miti, peccato però che questi abbiano la scadenza impressa sull’involucro come la mozzarella, spesso durano il tempo necessario a fare business per coloro che li creano e poi spariscono dalle scene.

Il problema è che i mass media hanno capito che la gente pagherebbe (e anche tanto) per apparire in TV, così hanno avuto la brillante idea di sostituire i veri artisti con gente qualunque, e questo ha portato in pratica ad azzerare di fatto gli investimenti che si sarebbero resi necessari per costruire programmi od eventi di qualità, coinvolgendo i veri grandi talenti.

Forse la cosa che mi fa inorridire maggiormente però è il fatto che oggi osanniamo cuochi e comici (con tutto il rispetto per i rappresentanti delle suddette categorie) come se fossero divi di Hollywood, mi sembra quantomeno eccessivo, perlomeno ritengo che l’arte e lo spettacolo abbiano bisogno di altre figure di riferimento.

Ma ho parlato solo del “contro”, ora voglio spendere qualche parola sul “pro”; per fortuna ci sono ancora personaggi relativamente giovani ma di spessore, mi piace Bruno Mars, Ed Sheeran, Norah Jones, cantanti e musicisti che mettono ancora in primo piano la melodia, la musica creata più con gli strumenti tradizionali e meno col computer.

Vorrei farti anche qualche nome italiano, ma non mi viene in mente nessuno, forse quelle più fuori dagli stereotipi sono Giorgia o Elisa, ma comunque troppo poco per fare ben sperare nelle nuove generazioni.

Se volevi farmi parlare di Achille Lauro non ci sei riuscito.

Ti senti tutelato come artista? Cosa ne pensi di come viene gestita la cultura in Italia?

Penso che uno degli ultimi paesi al mondo dove si possa avere la consapevolezza di essere tutelati sia l’Italia, mi limito a parlare del mondo dell’arte e della musica nello specifico.

Ogni iniziativa atta a promuovere eventi viene immediatamente ostacolata da una burocrazia ormai esagerata e senza senso, a partire dagli pesanti oneri necessari per mettersi in regola con la SIAE, che non si dimostra altrettanto generosa con i suoi associati.

Non mi vergogno a dire che ho alcuni brani editi che, nei rendiconti semestrali, mi rendono pochi centesimi di Euro, cifre assurde se pensiamo ai dividendi milionari dei soliti noti; mi sta bene scindere l’importanza di alcuni autori e di alcuni brani rispetto ad altri, e di premiare il talento, ciò che non mi sta bene è arrivare a riconoscere 10 centesimi di Euro per l’esecuzione pubblica di un brano di un autore non famoso, mi sa di presa in giro.

Riguardo a come viene gestita la cultura in Italia, penso semplicemente che non venga gestita con la dovuta attenzione e col dovuto rispetto; promulgare arte è un segno di civiltà, e non una perdita di tempo, l’arte deve essere vista come l’espressione massima della spiritualità umana, e non come l’ennesimo mezzo per arricchirsi.

Sotto questo punto di vista siamo molto indietro rispetto ad altre realtà.

Come si vede Davide De Muro nei prossimi anni? Progetti per il futuro?

Ho smesso da tempo di progettare il futuro, preferisco spendere ogni mia energia per rendere il presente meno grigio; vorrei soltanto avere la possibilità di far arrivare a più persone possibili la mia musica, perché viviamo in un mondo miop

In Concerto

e, non riusciamo più a vedere cosa c’è dietro lo schermo.

Abbiamo perso un po’ di sane abitudini, la curiosità di andare a spulciare dischi nei mercatini, alla ricerca di qualcosa che ci possa piacere, ormai assorbiamo soltanto ciò che passa dai grandi mezzi di informazione, siamo un popolo che ha perso interesse per il passato, per tutto ciò che ci ha portato ad essere ciò che siamo oggi, nel bene e nel male.

Non so se farò un altro disco, un’opera artistica nasce soltanto se c’è una spinta emotiva; se arriverà sarà la benvenuta.

 

Ringrazio ancora una volta Davide per la sua cortesia e la sua gentilezza e vi lascio il link per il suo libro e il suo cd qui

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Prof Carbone

Insegnante Genovese di materie umanistiche e di italiano per stranieri. Nerd incallito, amante della tecnologia, del nuoto e della letteratura. Libri pubblicati: Vedrai chi sono Memorie dal nulla

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