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Quanti, in questi anni han detto, guardando un problema di matematica :” Cos’è? Ma chi me lo fa fare? Ci rinuncio.”
Tanti, forse troppi, io in primis son stata sempre una di quelle che ha cercato di capire il perché e da dove le cose arrivassero, mi incuriosiva il fatto di capire come, le grandi menti, ci fossero arrivate. Questa mia curiosità non è mai stata spiegata, non mi è mai stata alimentata la voglia di sapere, ANZI, professori e maestre mi han sempre ribadito il concetto di cercarmele da sola o che non importava capire il come ci erano arrivati e mi bastava applicare quella formula al problema.
Così feci, cercai da sola tra vari libri e ricerche, inutile dire che feci un buco nelľacqua e i concetti anziché chiarirsi venivano sempre più confusi. Ebbi così un rifiuto (psicologico ) per la materia e anche se provavo a cimentarmi tanta era la poca voglia di svolgere la lezione assegnatami che per lo più delle volte chiudevo i libri e facevo altro.
Andai alle superiori e le cose poco cambiarono, feci un istituto inerente alla moda, ma ho sempre saputo che non era quello che realmente volevo fare, sono sempre stata appassionata in ambito automobilistico e motociclistico, così decisi di provare a fare Ingegneria Meccanica.
Ľinizio non fu assolutamente semplice, la matematica (analisi 1, fisica , chimica) veniva spiegata a fondo e i dubbi che avevo venivano risolti con le dimostrazioni dei vari teoremi.
Tutto aveva più senso, tutto piaceva di più, ogni cosa ha una correlazione matematica ed è ľunica lingua universale. La scienza matematica è una delle più belle in assoluto, spiegano e spiegheranno il tutto, amatela, e spronate a chiedere il perché di tutto. Il sapere è davvero immenso, la conoscenza è davvero un potere.