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La peste è una malattia tuttora diffusa in molte parti del mondo, ad oggi l’OMS riporta dai 1000 ai 3000 casi di peste ogni anno ed è un male che sicuramente conosciamo tutti: un po’ per l’iconografia cinematografica e letteraria che la inquadra come il morbo epidemico peggiore di sempre e un po’ per l’altissimo numero di vittime che ha causato.
Con questo articolo andremo conoscere meglio questo flagello, spaziando fra scienza, storia, società, curiosità, letteratura, pittura e cinema, partendo dalla definizione di Wikipedia.
“La peste è una malattia infettiva di origine batterica causata dal batterio Yersinia pestis. È una zoonosi, il cui bacino è costituito da varie specie di roditori e il cui unico vettore è la pulce dei ratti Xenopsylla cheopis, che può essere trasmessa anche da uomo a uomo. È una malattia quarantenaria e per il regolamento sanitario internazionale è assoggettata a denuncia internazionale all’OMS, sia per i casi accertati che per quelli sospetti. Dal 2010 al 2015 sono stati riportati 3248 casi in tutto il mondo, con 584 morti ed è diffusa in tutti i continenti, fatta eccezione per l’Oceania.” – Via: Wikipedia
Uno sguardo scientifico
Si divide in 3 quadri clinici principali:
- Peste bubbonica
- Peste polmonare
- Peste setticemica
Oltre a queste ci sono altre due forme di peste: la Yersinia enterocolitica, che colpisce principalmente il tratto digerente e la Yersinia pseudotuberculosis, che provoca sintomi simili alla tubercolosi.
Peste bubbonica
Quella che probabilmente è la malattia più radicata nell’immaginario popolare, consiste in una infezione batterica nel sistema linfatico causata dal batterio y. pestis e viene trasmessa tramite le punture di pulci e pidocchi, oltre al morso di ratti o altri roditori.
Ha un periodo di incubazione che varia dai 2 ai 12 giorni per poi scoppiare violentemente causando grave debolezza, febbre alta, nausea, cefalea, disturbi del sonno, fotosensibilità, vomito e delirio, oltre alle caratteristiche grosse e tremende pustole. che sono causate dal fatto che il batterio sopravvive anche dopo essere stato “mangiato” dai leucociti.
Peste polmonare
Forse è la forma più grave fra le tre ed è localizzata nell’apparato respiratorio, quindi principalmente attacca i polmoni e può essere causata da un ritardo nella cura in caso di peste bubbonica.
Il periodo di incubazione varia fra gli 1 e i 7 giorni, viene trasmessa anche per via aerea senza bisogno di vettori (basta il colpo di tosse o lo starnuto di un infetto), può essere riconosciuta da un notevole abbassamento della temperatura e causa tosse, difficoltà respiratorie, cianosi (pelle e delle mucose bluastre) e grave debolezza, oltre all’insorgenza di gravi disturbi neurologici. Va curata tempestivamente per non incorrere nella morte per edema polmonare acuto.
Peste setticemica
[notification type=”alert-info” close=”false” ]La setticemia consiste nella risposta dell’organismo (sotto forma di SIRS, Sindrome da Risposta Infiammatoria Sistemica) all’invasione di tessuti, fluidi o cavità corporee normalmente sterili da parte di microrganismi patogenio potenzialmente patogeni. Le complesse interazioni tra il microrganismo infettante, il sistema immunitario dell’ospite, le risposte infiammatorie e la coagulazione influenzano l’esito nella sepsi.
Via: Wikipedia[/notification]
La propagazione del batterio y. pestis nell’apparato circolatorio lo porta a raggiungere tutti i punti dell’organismo, causando setticemia. Quando i linfonodi, già trasformati per un un processo di infiammazione emorragica in bubboni, non sono più in grado di contenere il batterio cedono e le tossine causano sindromi da coagulazione intravascolare disseminata. Gli effetti causati consistono in necrosi dei piedi (partendo dalle dita), ecchimosi diffuse su tutto il corpo e la perdita delle capacità coagulatorie causa gravi emorragie negli organi interni.
A differenza delle altre forme, se non viene curata tempestivamente il paziente muore dopo poche ore, generalmente nell’arco della giornata.
Trattamento
Il trattamento tipico prevede l’isolamento totale dei malati affiancato da una terapia aggressiva con antibiotici quali: gentamicina, streptomicina, cloramfenicolo o doxiciclina.
La Peste Nera del Trecento
Quella del Trecento fu l’epidemia di peste più devastante avvenuta nell’Occidente medievale che causò la scomparsa di un terzo dei 75-80 milioni della popolazione del Vecchio Continente; nei secoli rimase impressa a fuoco nell’immaginario collettivo anche grazie a Boccaccio che la immortalò nel Decameron.

Sembra che l’epidemia abbia avuto origine in quella che oggi è l’Asia centrale e che sia stata scatenata da una serie di fattori: in primis un’eccezionale ecatombe di roditori, affiancata da un clima eccezionalmente rigido e dalle scarse condizioni igieniche delle popolazioni di quel periodo storico, che contribuivano alla proliferazione degli animali vettori.
Non fu colpa dei topi
Un recente studio, che è stato svolto tenendo conto dei dati esistenti in nove città europee sulla mortalità dovuta alle devastanti epidemie che si sono succedute dalla metà del 1300 ai primi del 1800, ha dimostrato che i maggiori vettori non furono i topi, bensì pulci e pidocchi. Articolo con più info qui e ricerca, pubblicata il 15 gennaio su PNAS, qui.
L’area di origine della pandemia sembra essere stata quella che oggi viene chiamata Asia centrale. L’impero mongolo possedeva un’efficientissima rete di comunicazione composta da formidabili cavalieri, che fermandosi nelle varie tappe di ristoro contribuirono alla rapida diffusione dell’epidemia, che che raggiunse l’Europa nel XIV secolo. Inoltre un’altra causa di diffusione del morbo in Europa fu l’importazione di cammelli nelle corti per scopi ludici.
Rapporti sociali durante i periodi di pestilenza
Praticamente ogni persona europea aveva un parente o conosceva almeno una persona morta di peste e questo ebbe un forte impatto sui rapporti sociali della popolazione. Guy De Chauliac, medico francese alla corte papale ad Avignone, verso il 1350 scriveva:
«Si moriva senza servitore, si veniva sepolti senza prete, il padre non visitava il figlio, né il figlio il padre, la carità era morta, la speranza annientata»
-Guy De Chauliac
Nobili e reali si rintanavano nei palazzi godendosi sfarzose feste perché ritenevano che l’allegria fosse l’antidoto al Male, che si diffondeva sempre più velocemente sopratutto nelle fasce basse della popolazione per via del “fattore condizioni igieniche” di cui abbiamo parlato prima.
Il problema è che pur essendo nobili sono anche in tanti e rinchiusi in un unico spazio, oltre ad avere continui contatti per via delle “attività goderecce” con cui si dilettavano per rimanere allegri: bastava che entrasse un paziente infetto (ricordo che durante il periodo di incubazione non vengono mostrati i sintomi della malattia) per contagiare pressoché tutti i presenti.
In caso di epidemia è meglio dividersi in piccoli gruppetti.
La Peste Nera nella letteratura
Il Decameron di Boccaccio
Primo fra tutti come non citare Boccacio che immortalò la Peste Nera nel Decameron. Non mi metterò ad analizzarlo perché ci vorrebbero una serie di articoli dedicati e perché non sono la persona più adatta a farlo. Vi riporto comunque qui sotto tre paragrafi:
[gdlr_icon icon=”icon-eye-open” icon_color=”#404040″ […] Nascevano nel cominciamento d’essa a’ maschi e alle femine parimente o nella anguinaia o sotto le ditella certe enfiature, […] le quali i volgari nominavan gavoccioli. E dalle due parti del corpo predette infra brieve spazio cominciò il già detto gavocciolo mortifero indifferentemente in ogni parte di quello a nascere e a venire: e da questo appresso s’incominciò la qualità della predetta infermità a permutare in macchie nere o livide […] E come il gavocciolo primieramente era stato e ancora era certissimo indizio di futura morte, così erano queste a ciascuno a cui venieno.
E lasciamo stare che l’uno cittadino l’altro schifasse e quasi niuno vicino avesse dell’altro cura e i parenti insieme rade volte o non mai si visitassero e di lontano: era con sì fatto spavento questa tribulazione entrata ne’ petti degli uomini e delle donne, che l’un fratello l’altro abbandonava e il zio il nipote e la sorella il fratello e spesse volte la donna il suo marito; e (che maggior cosa è e quasi non credibile), li padri e le madri i figliuoli, quasi loro non fossero, di visitare e di servire schifavano.
“Donne mie care, voi potete, così come io, molte volte avere udito che a niuna persona fa ingiuria chi onestamente usa la sua ragione”.
-Decameron, Boccaccio
Edgar Allan Poe
Un altro nome illustre che raccontò la peste fu il Maestro dell’orrore (con la M maiuscola) Edgar Allan Poe che dedicò al morbo ben due racconti: “Re Peste” e “La maschera della morte rossa”. Il primo è un racconto aspro e grottesco, mentre il secondo è uno degli scritti a mio avviso più inquietanti dell’autore.
“La Maschera Della Morte Rossa”
Inizialmente richiama lontanamente il Decameron con un gruppo di persone che, cercando di sfuggire ad una lontana pestilenza, trova rifugio in un’abbazia. Convinti di averla fatta franca compare durante una festa la Maschera della Morte Rossa, che inseguirà il protagonista fino alla tragica conclusione.
In questo sublime racconto gli elementi che dovrebbero fungere da perno che collega lo svolgimento della trama al tratto realistico si contraddicono in continuazione, tenendo il lettore incollato al libro: pagina dopo pagina, frase dopo frase, orrore dopo orrore.
“Re peste”
Un marinaio grasso (Tarpaulin) ed uno magro (Legs) entrambi alcolizzati, per non pagare il conto di una bevuta in taverna fuggono nei bassifondi di Londra, quando entrando in una cantina si imbattono in un curioso banchetto che vede seduto a capotavola il Re Peste.
L’uomo, magro con la pelle color zafferano e con la fronte assurdamente alta, iniziò con le presentazioni:
“La nobile dama che sta seduta dinanzi a voi è la Regina Peste, nostra serenissima consorte. Gli altri personaggi che voi vedete sono tutti prìncipi del sangue e portano il segno della regale origine nei rispettivi nomi di Sua Grazia l’Arciduca Pest-Iferus, Sua Grazia il Duca Pest-Ilenzial, Sua Grazia il Duca Temp-Pest e Sua Altezza Serenissima Arciduchessa Ana-pest“.
Dopo aver rischiato la vita per esser stati chiusi dentro una botte di vino e aver abbattuto uno scheletro che danzava sul tavolo, i due ubriaconi riusciranno poi a fuggire.
Alessandro Manzoni
Una descrizione dell’epidemia di peste che scoppiò 1629 nel ducato di Milano la troviamo nei versi de “I Promessi Sposi” di Alessandro Manzoni.
I Promessi Sposi capitolo XXXI
“Dai paesi che circondano Milano, giungono le notizie delle prime morti, ma solo dopo una visita sui luoghi della malattia, si stabilisce che si tratta di peste. Le autorità rimangono piuttosto indifferenti al problema, anche la popolazione rifiuta l’idea del contagio. Finalmente il 29 Novembre 1629 vengono prese misure per evitare il contagio. L’epidemia si diffonde, la gente rimane scettica e si scaglia contro i medici. Si moltiplicano le morti e diviene impossibile negare l’esistenza del morbo,si parla però di fabbri pestilenti ciò induce a trascurare i pericoli del contagio. I malati trasportati al lazzaretto si fanno sempre più numerosi; così si parla finalmente di peste, ma si diffonde al tempo stesso l’idea che all’origine del male non vi sia il contatto con gli ammalati, ma bensì quello con ungenti velenosi.”
I Promessi Sposi capitolo XXXII
“L’autorità cittadina si rivolge allora al governatore, ma questi nega ogni aiuto perché impegnato nella guerra. Gli amministratori chiedono al cardinale Federigo di far svolgere una processione per assicurarsi la protezione divina, egli inizialmente rifiuta ma dopo nuove pressioni del governo milanese, il vescovo acconsente a far svolgere la processione e a far venerare la reliquia di San Carlo. Il lungo corteo vede la partecipazione di popolani, di borghesi, di nobili e di ecclesiastici.
Il giorno successivo alla processione si moltiplicano i casi di peste, ma invece di cercare la causa nel contatto tra tanta gente, si da la colpa agli untori. I lazzaretti si affollano al limite della loro capacità e nella confusione generale si moltiplicano le violenze commesse dai birri e dai monatti. Cresce anche la pazzia generale e la psicosi dell’unzione.”
I Promessi Sposi capitolo XXXVII
“il contagio sarà spazzato via dal temporale provvidenziale (fine Agosto- inizi settembre 1630)”
La peste dipinta
La malattia è stata immortalata anche in varie opere pittoriche, nella galleria qui sotto trovate i quadri più famosi. Cliccate su un’immagine per aprire la galleria.
La peste al cinema
Nel corso degli anni i registi hanno dedicato più film a questo terribile flagello, anche se da qualche tempo sembra essere un po’ “passato di moda”. Qui sotto trovate, in ordine cronologico, una lista delle pellicole più note; cliccate sulle schede per espandere il contenuto. Dal 1997 in poi trovate allegato anche il trailer del film.
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[gdlr_tab title=”La Peste a Firenze – 1919″]
Tratto da “La maschera della morte rossa” di Edgar Allan Poe
Cast: Theodor Becker, Erich Bartels, Karl Bernhard, Juliette Brandt, Erner Hubsch, Marga Kierska, Franz Knaak, Otto Mannstaedt, Hans Walter, Anders Wikman.
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[gdlr_tab title=”La maschera della Morte Rossa – 1964″]
Cast: Vincent Price, Hazel Court, Jane Asher, David Weston, Nigel Green, Patrick Magee, Paul Whitsun-Jones, Robert Brown, Julian Burton, David Davies, Skip Martin, Gaye Brown, Verina Greenlaw, Doreen Dawn, Brian Hewlett, Sarah Brackett.
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[gdlr_tab title=”L’armata Brancaleone – 1966″]
Cast: Vittorio Gassman, Catherine Spaak, Gian Maria Volontè, Maria Grazia Buccella, Enrico Maria Salerno, Barbara Steele, Alfio Caltabiano, Carlo Pisacane, Folco Lulli, Pippo Starnazza, Ugo Fangareggi, Gianluigi Crescenzi, Luigi Sangiorgi, Fulvia Franco, Tito García, Joaquín Díaz, Luis Induni, Carlos Ronda, Juan C. Carlos, Philippa De la Barre De Nanteuil.
[/gdlr_tab]
[gdlr_tab title=”Decamerone proibito – 1972″]

Cast: Dado Crostarosa, Orchidea de Santis, Carlos De Carvalho, Mario Frera, Gabriella Giorgelli, Rose Margaret Keil, Malisa Longo, Mario Maranzana, Eleana Puatto, Giacomo Rizzo, Paolo Rosani.
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[gdlr_tab title=”Marika degli Inferni – 1974″]

Cast: Ronnie Montagne, Sander Bais, Jan Harms, Wil Hildebrand, Menno Jetten, Leo Koenen, Sander Pais, Lucie Singeling, Hanneke van der Velden, Guus Westerman, Diet van Hulst.
[/gdlr_tab]
[gdlr_tab title=”La coda del diavolo – 1986″]

Cast: Gianfranco Barra, Carole Bouquet, Franco Citti, Piera Degli Esposti, Maurizio Donadoni, Philippe Du Janerand, Erland Josephson, Isabelle Pasco, Robin Renucci, Andrzej Seweryn.
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[gdlr_tab title=”Navigator: un’Odissea nel tempo – 1988″]

Cast: Bruce Lyons, Chris Haywood, Hamish McFarlane, Marshall Napier, Noel Appleby, Paul Livingston, Sarah Peirse, Mark Wheatley, Tony Herbert, Jessica Cardiff-Smith, Roy Wesney, Kathleen-Elizabeth Kelly, Jay Saussey, Charles Walker, Desmond Kelly, Bill Le Marquand, Jay Laga’aia, Norman Fairley, Alistair Babbage.
[/gdlr_tab]
[gdlr_tab title=”Il respiro del diavolo – 1993″]
Cast: Aleksandr Kajdanovsky, Valentina Vargas, Fernando Guillén Cuervo, Fernando Valverde, Alfredo Zafra, Esther Vizcarrondo, Helga Liné, Francisco Maestre, Pepa Perez, Diana Salcedo, Al Victor, Manuel Zarzo.
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[gdlr_tab title=”Trollsyn – 1994″]
Cast: Julia Onsager, Liv Bernhoft, Bjørn Willberg, Reidar Sørensen, Baard Owe, Oddbjørn Hesjevoll, Knut Husebø, Bjørn Sundquist, Inger Heldal, Svein Rønning, Hallvard Holmen.
[/gdlr_tab]
[gdlr_tab title=”Tre soli – 2004″]
Cast: Lena Endre, Marie Bonnevie, Kjell Berggvist, Rolf Lassgård, Natalie Minnevik, Mikael Persbrandt, Rikard Wolff, Sven-Bertil Taube, Magnus Krepper, Jan Waldekranz, Bjorn Granath, Stephan Holmstrom, Anastasios Soulis, Asa-Lena Hjelm, Mats Torstensson, Max Olausson, Mikael Enerdal, Ebba Berhardsson.
[/gdlr_tab]
[gdlr_tab title=”La casa della peste – 2007″]
Cast: Gina Philips, Alex Hassell, Kellie Shirley, Andrew Knott, Jack Bailey, John Lebar, Romla Walker, Tom Wontner, Gregg Harris, Stuart Brennan, Finlay Carr, Gillian MacGregor, Sam Burke, Abe Buckoke, Alfie Owen, Shannon O’Callaghan, Callie Ward, Sydney Radcliffe.
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[gdlr_tab title=”Black Death – Un viaggio nell’inferno – 2010″]
Cast: Sean Bean, Carice van Houten, David Warner, Eddie Redmayne, Tim McInnerny, Kimberley Nixon, John Lynch, Andy Nyman, Emun Elliott, Tygo Gernandt, Johnny Harris, Marianne Graffam, Gotthard Lange, Martin Hentschel, David Masterson, Daniel Steiner, Nike Martens, Ines Marie Westernströer, Alex Tondowski, Thorsten Querner, Jamie Ballard, Andrea Ummenberger.
[/gdlr_tab]
[gdlr_tab title=”Flukt – 2012″]
Cast: Isabel Christine Andreasen, Ingrid Bolsø Berdal, Kristian Espedal, Gaahl, Hallvard Holmen, Bjørn Moan, Milla Olin, Iren Reppen, Eirik Holden Rotheim, Hans Jacob Sand, Tobias Santelmann, Richard Skog, Martin Slaatto, Clara Lien Sunde.
[/gdlr_tab]
[/gdlr_toggle_box]
Fonti
- Nationalgeographic.it
- Lescienze.it
- Focus.it
- Repubblica.it
- Cinemedioevo.net
- Latelanera.com
- Wikipedia.it