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SPIAGGIA FUORI DA TOR ANLEC.
“E così… la torre nera risplende sulla città amata da Aenarion”, sorride amareggiato Durath Krakenlama, pensando all’ossimoro del pensiero che ha appena espresso. Sputa per terra, proprio sopra ad uno scudo che deve essere appartenuto ad un lanciere Asur. Sebbene fossero passati sette mesi dalla conquista della città di Tor Anlec, le zone fuori della città erano state lasciate nel degrado più totale. La brezza marina,mista al tanfo di pesce appena pescato accarezzava il volto dell’ammiraglio dell’Arca Nera “Urlo di Khaine”. Stava seduto su uno degli scogli al di fuori della città conquistata, ogni tanto gli faceva piacere stare lontano dal caos delle città e dagli intrighi dei Druchii, gli elfi oscuri, anche se logicamente, come ogni membro di quella turpe razza… aveva il suo tornaconto personale. Si sentiva molto vicino al suo obiettivo, ben presto, avrebbe realizzato i suoi sogni. Lui e le sue truppe si erano contraddistinte per valore e crudeltà nella guerra contro gli alti elfi, riuscendo ad affondare da solo quasi tutta la flotta nord dell’Ulthuan. Fu l’artiglieria della “Urlo di Khaine” che permise alle truppe di terra di oltrepassare le difese della città. Il suo carisma e nella fiducia nei suoi uomini erano talmente grandi che era l’unico Ammiraglio di Arca Nera a non aver mai subito un’ammutinamento o un tentativo di assassinio da parte della sua Ciurma.

“Eccoti qua, Durath Pescelama” disse scherzoso il nuovo arrivato, si trattava di Qercit Tranciagole, Signore del Terrore di Har Garneth, numero due di Tullaris Deathbringer, signore supremo della Città del Massacro. Tullaris aveva accettato con estremo piacere questa carica, non aveva neppure atteso che il cadavere di Hellebron, la precedente signora della città, cadesse a terra per mano delle guardie nere di Malekith, il Re Stregone. Hellebron si era ribellata al signore dei Druchii e a sua madre, Morathi, questa decisione le era stata fatale. Durath, discepolo del leggendario Lokhir Fellheart, digrignò i denti di nascosto, gli occhi verde smeraldo divennero due fessure piene di odio. Benchè si conoscessero da duecentosettantasette anni, Qercit non aveva mai nascosto un certo disprezzo per le umili origini di Durath, il quale non poteva aspirare a poter divenire un Signore del Terrore. Krakenlama trattenne la rabbia e si voltò verso di lui…sorridente “Qercit, è un piacere rivederti dopo mesi, ho saputo che è stata la tua lama a separare la testa di Alith Anar dal suo corpo”, Tranciagola rise sguaiatamente (infastidendo di molto il corsaro) “Ebbene si, hai sentito bene, ora la testa di quel traditore sarà un nuovo giocattolo per le perversioni della nostra regina… Un po’ lo invidio” rise entrambi sinceramente, per una volta. La guerra contro gli Asur era vinta, Ulthuan era stata conquistata, il Caos era stato respinto, gli uomini lucertola erano allo sbaraglio dopo la morte di Mazdamundi, la Norsca era sotto l’egida della vera padrona dei Druchii, Morathi, colei che partendo dall’ Antica Città di Quintex, aveva riunito sotto il suo perverso stendardo tutti gli elfi oscuri. Lei e suo figlio erano una diarchia perfetta, il Nuovo Mondo era loro, ma la brama di sangue, sesso e potere della Megera Suprema era senza limite, voleva TUTTO, i suoi occhi vogliosi erano volti verso il Vecchio Mondo, ma per conquistarlo, avrebbero avuto bisogno di tutto l’aiuto possibile. Karl Franz, Louen Leoncoeur, Orion e Re Thorgrim Portarancore si erano uniti in una grande alleanza difensiva, la quale avrebbe potuto resistere agli attacchi degli elfi oscuri. Avevano bisogno di alleati, gli Skaven del clan Pestilens e del clan Rictus non bastavano. In virtù di questo, i due regnanti avevano invitato nella vecchia capitale del primo Re Fenice dei potenziali alleati, avrebbero discusso durante una grande cena, dove avrebbero parlato dei loro imperi. “È tempo di tornare in città”, disse Qercit “Il Re Stregone e la Megera Suprema sono arrivati, insieme ai nostri nuovi alleati, chissà chi saranno…” si chiese il Signore del Terrore. Durath fece un cenno di assenso col capo e seguì il nobile, che continuava a parlare, le sue parole però non trovarono mai risposta, visto che Krakenlama era immerso nei suo pensieri di gloria, di sangue, di vendetta.

CITTÀ OCCUPATA DI TOR ANLEC.
La piazza principale era colma della nobiltà Druchii e degli Ammiragli delle Arche Nere, seguiti dalle loro scorte, composte da Lance del Terrore, Guardie Nere (come nel caso di Qercit) e Corsari Neri (Come gli uomini di Krakenlama). Non passò molto che dai posti più avanti si levarono urla di giubilo e di ode. Durath scorse immediatamente delle figure impossibili da non riconoscere. Malekith procedeva in mezzo alla folla, tenendo per i capelli le teste mozzate di Teclis e Tyrion, i due condottieri elfici che più di tutti si erano opposti alle armate del Re Stregone. I volti dei generali defunti erano due maschere di puro terrore, dalla base del collo gocciolava ancora del sangue scuro. Il signore di Naggarond era protetto dalla sua armatura in cui era inumato da diecimila anni, dopo aver subito il maligno tranello della fiamma di Asuryan che lo sfregiò in maniera irreparabile, il volto era celato da una maschera ghignante. Dietro a lui vi era la vera sovrana di questo immenso impero, Morathi, la Megera Suprema. Vestita solamente di un reggiseno troppo piccolo per contenere le sue prosperose forme, un perizoma di seta nero e dei sandali, guardava gli altri elfi oscuri mordendosi le labbra eccitata. Quando il suo sguardo si posò su Durath divenne infuocato, la signora di Ghrond sorrise maliziosamente verso il corsaro. Krakenlama non poteva dimenticare quell’invito a Ghrond, quello che era successo tra quelle lenzuola.

L’Ammiraglio scosse la testa, in tempo di sentire Qercit inneggiare Tullaris, il Primo Carnefice. Deathbringer aveva la sua spada draich completamente lorda di sangue. Durath comprese subito, Teclis e Tyrion avevano avuto l’onore di essere giustiziati dal signore di Har-Ganeth. A fianco di Malekith vi era una figura estremamente alta, coperta da un’armatura nera come la morte stessa, il bel volto, pallido come un cadavere, era incorniciato da lunghi capelli neri, occhi color fuoco brillavano pieni di brama di potere. “Non ci credo.. per Khaine” balbettò Tranciagola “il nostro alleato è…” venne interrotto da un fischio di ammirazione di Durath “Vlad Von Carstein, il primo Conte Vampiro” ridacchiò” la nostra vittoria contro il Vecchio Mondo è certa”. Vlad teneva per mano una bellissima donna, affascinante come Morathi. Lunghi capelli bianchi che profumavano di rosa e di sangue erano appoggiati su un volto che trasudava fascino e malvagità, occhi ambrati guardavano la folla con odio e interesse, era vestita con un abito rosso lungo, che lasciava libere le forme prosperose e una gamba. Era Isabella Von Carstein, moglie di Vlad, tanto intelligente quanto pazza. I due si amavano alla follia, parola che descriveva alla perfezione la figlia di Otto Von Drak.

Durath notò con la coda dell’occhio che Morathi stava sussurrando qualcosa nell’orecchio del figlio, indicandolo con lo sguardo
PER UN MOMENTO FU TRAVOLTO DAL TERRORE… POI PENSÒ A QUELLO CHE AVEVA FATTO MESI PRIMA…E UNA SPERANZA SI IMPOSSESSO’ DEL SUO CUORE MALIGNO.
Malekith si diresse verso di lui e Qercit, i quali si inginocchiarono immediatamente, insieme a tutto il loro seguito. “È lei Durath Krakenlama?” ringhiò il Re Stregone, la sua rabbia e la sua crudeltà erano leggendarie. “Si mio signore assoluto… sono io” era terrorizzato, ma non voleva dimostrarlo “Alzati” disse Malekith in maniera fredda e senza sentimento , il corsaro non se lo fece ripetere una seconda volta. “Viste le tue imprese contro i nostri odiati nemici, gli elfi alti, ho deciso di premiarti… sarai l’unico Ammiraglio di Arca Nera che potrà cenare al nostro stesso tavolo, insieme alla nobiltà Druchii” Un urlo di giubilo partì dagli uomini della sua ciurma, che inneggiarono ad alta voce il suo nome. Durath riuscì solo a sorridere e a stringere la mano corazzata del Re Stregone. I suoi sogni di gloria e di potere, erano davanti ai suoi occhi. Ebbe anche il tempo di sentire i mormorii di disapprovazione degli altri Ammiragli e dei Signori del Terrore, Qercit incluso, ciò ovviamente, non potè che far piacere a Krakenlama.
LA SALA DEI BANCHETTI
La sala era arredata con simboli Druchii e vampirici, un inno alla depravazione, alla malignità e alla decadenza. Statue in ossidiana di Khaine, (dio dei massacri) e Atharti (dea della seduzione e del piacere) erano sistemate sui lati dell’enorme stanza. La sala al centro aveva un enorme tritacarne, mentre alle estremità in alto erano presenti le cucine, dalle quali continuavano ad uscire schiavi che andavano a portare deliziosa carne di stegadonte, carnosauro e mammut alle cinque grandi tavole presenti. I Druchii amavano questo tipo di cibo e si mormorava che presto ci sarebbe stato anche il celebre stufato di drago delle stelle, il piatto prediletto della nobiltà.

Per i Vampiri invece era stata fornita una pregiatissima e fornitissima lista di tipi di sangue, bevibili direttamente dalla fonte, appositamente tenuta in vita e nutrita per questo. Vlad stava lentamente prosciugando la vita da una bambina elfica, che continuava a implorare pietà e piangere, cosa che rendeva solo più affamato il potentissimo nobile della notte… il dolore e la disperazione rendono il sangue ancora più gustoso. Il Re della Notte elogiò più volte il servizio, facendo i complimenti direttamente a Malekith, che era capotavola (il Vampiro era alla sua destra, a sinistra era presente sua madre, che si stava facendo massaggiare le spalle da due schiavi norsmanni a cui aveva fatto togliere le corde vocali). Spesso i due monarchi sussurravano tra di loro, Durath, che era seduto in mezzo a Tullaris e Qercit non riusciva a comprendere cosa si stessero dicendo, ma sapeva che si stava preparando un nuovo ordine mondiale. Isabella, seduta a fianco a Vlad, nel frattempo aveva tagliato con gli artigli la gola ad un razziatore del caos, gli occhi azzurri di lui si stavano spegnendo, la pelle divenne presto dello stesso colore di quella dei vampiri, in poco tempo tutto il sangue del guerriero entrò nel Calice dei Bathory, la magica coppa di Isabella, che poteva contenere una quantità infinita di sangue. La figlia di Von Drak innalzò il calice “AI DRUCHI!” e bevete tutto di un sorso il sangue della sua nuova vittima, un fragoroso applauso partì da tutti i non-morti presenti nella sala. “Ai Vampiri!” urlò Malekith alzandosi in piedi , ciò fece partire un applauso di risposta da parte degli elfi oscuri. “Druchii…Figli di Neferata e Nagash… oggi, io brindo alla vittoria! Oggi, abbiamo firmato la condanna a morte del Vecchio Mondo, il nostro successo sarà fatto sui cadaveri degli umani, le nostre ricchezze saranno ciò che toglieremo ai nani, vivremo la nostra vita nella comodità più assoluta schiavizzando gli orchi. Naggarondi e Vampiri assieme… fino alla fine!” Un urlo bestiale partì da tutti i presenti. Poco dopo Vlad Von Carstein si alzò dal suo scranno, estrasse la sua spada e urlò! “Che sia un’orgia di sangue e sesso senza fine! PER LA SYLVANIA! PER NAGGAROND! MORTE AI NOSTRI NEMICI!” E strinse calorosamente la mano al Re Stregone. Migliaia di schiavi vennero portati in preda al panico dalle Lance del Terrore dentro al tritacarne, una fontana di sangue irruppe in tutta la sala, bagnando tutti gli ospiti. Venne versato del nuovo vino nei calici dei Druchii “E ora…” disse Malekith “Brindiamo”.

Tutti gli elfi oscuri brindarono con i loro vicini. Durath brindò prima con Tullaris che gli sorrise maliziosamente, poi con un’Incantatrice Suprema seduta vicino al Primo Carnefice, subito dopo con Qercit, dopodiché beverro tutti assieme. Alla fine del brindisi, fu Morathi a prendere la parola alzandosi, i due schiavi della Norsca si ritirarono, con gli occhi pieni di paura e terrore. “Oggi…figli miei, nostri nuovi amici, voglio brindare ad un nostro condottiero in particolare…” la pausa che fece fu assillante. Krakenlama era con i nervi a fior di pelle… stava per succedere qualcosa, se lo sentiva nelle mani (era un suo modo di dire, senza senso.. ma lo diceva sempre).“ Per la prima volta, in diecimila anni, io e mio figlio abbiamo deciso di promuovere al rango di Signore del Terrore, un Druchii nato con sangue non nobile, il nome di questo nostro compatriota è …” le pupille purpuree di Morathi erano indecifrabili …”Durath Krakenlama”
NON CI POTEVA CREDERE….GLI AVEVANO CREDUTO… QUESTO VOLEVA DIRE CHE…
“E prenderà il posto di….” Subito dopo, Qercit Tranciagola cominciò a tossire con violenza, il volto era paonazzo. Il Signore del Terrore stava soffocando nel suo stesso sangue. I commensali cominciarono a ridere di gusto, fu li che Krakenlama comprese il tutto, l’avvelenamento di Qercit era stato progettato fin dall’inizio, solo lui e la vittima erano ignari di tutto. Lo avevano tenuto sulle spine per tutta la cena per puro divertimento. Il nobile morente comincio’ a vomitare le interiora sulla tavolata, tra le risate dei Druchii e gli applausi divertiti di Vlad. L’Ammiraglio senti’una pressione sulla spalla sinistra, era Tullaris “sembra proprio che abbia un nuovo braccio destro, congratulazioni Durath”. Solo allora comprese, solo allora capì che avrebbe dovuto muoversi subito o sarebbe stato considerato un debole… e i deboli non avevano posto in questo mondo. Sorrise malignamente, si alzò in piedi e innalzò il calice verso Morathi e Malekith, i quali si dimostrarono soddisfatto di tale azione.
“Grazie Potentissimi padroni, a voi do la mia fedeltà e milioni di anime dei popoli inferiori. Vi prometto che il Vecchio Mondo verrà violato, umiliato e dissanguato per mano della nostra collera! Per la nostra Alleanza Fatale! VITTORIA! MORTE AGLI INFERIORI!” “URRÀ!” Urlò Malekith “MASSACRO!” Rispose Vlad. Morathi lo trafisse con uno sguardo pieno di lussuria e di brama di potere.
LI AVEVA CONQUISTATI
SALE PRIVATE DI MALEKITH, TORRE NERA DI TOR ANLEC
“Benvenuto, Signore del Terrore“ la voce seria e composta del formidabile Kouran Darkhand, comandante della guardia personale di Malekith, accolse Durath, accompagnandolo nelle stanze private del Re Stregone. Il corsaro fu lasciato da solo dalla Guardia Nera, che con un gesto del capo uscì dalla porta da cui erano entrati. Malekith stava guardando fuori da una delle finestre, verso ovest.. verso il Vecchio Mondo. “Sa… Lord Krakenlama” cominciò il Signore dei Druchii “Ho sognato… per migliaia e migliaia di anni questo momento, di riprendermi le terre che erano di mio padre… il prode Aenarion,…ora… grazie anche a te, questo sogno è divenuto realtà. Oggi Tor Anlec rinasce” Finalmente si era voltato verso il suo subordinato.

Si avvicinò velocemente a lui, gli mise entrambe le mani sulle spalle “Figliolo… ora abbiamo la possibilità di cambiare il mondo, di renderlo perfetto, di renderlo degno di poter essere calpestato dai nostri piedi… tu… tu si sei coperto di onore in questi anni di guerra contro gli Asur, voglio che sia tu ad iniziare l’attacco. Sarai l’unico Comandante Druchii che avrà sotto il suo comando sia truppe di Naggarond che truppe non-morte” Durath era sconvolto, quale onore si stava ponendo dinnanzi a lui! Il Re Stregone si allontanò dal Signore del Terrore “Le tue informazioni riguardo all’ignavia di Tranciagola mi avevano disgustato… quel porco si dava meriti non suoi! CHE DISONORE!” Strinse un pugno con una ferocia e una foga demoniaca, per poi calmarsi subito dopo “Ma aveva anche dei pregi… la sua fede in me era totale… la sua di fede invece …Lord Krakenlama… come è?” La voce di Malekith era divenuta improvvisamente gelida e crudele. Non si fidava ancora di Durath, a dire il vero, Malekith non si fidava di nessuno, a parte che di sua madre e di Kouran. Doveva giocare bene le sue parole… o sarebbe stato massacrato sul posto, la morte di Qercit sarebbe sembrata una barzelletta in confronto, decise di essere sincero. “Mio Signore Assoluto…. Io, come ogni Druchii, aspiro al potere più assoluto, alla fama, alla ricchezza, al sesso più sfrenato. Lei, Lord Malekith, è la summa per tutto questo per noi, lei rappresenta la perdizione più totale, è nostro dovere poterle assomigliare… e … se mai fosse possibile… superarla…” Malekith si irrigidì, mettendo mano alla spada.
ERA FINITA, AVEVA ESAGERATO
“MMMM…MMMM…MMM AHAHAHHAHAHAHAHHAHAHAH” il Re Stregone scoppiò in una fragorosa risata “Era proprio quello che volevo sentirmi dire Lord Krakenlama” Durath tirò un sospiro di sollievo dentro di se. “Può andare ora, partirà tra tre giorni, direzione Bretonnia, faccia buon viaggio e si copra di onori” “Grazie mio Signore Assoluto” “Ah un ultima cosa” lo prese per un braccio, stringendoglielo come se fosse una morsa di ferro “Sappia… che non mi fido assolutamente di Vlad Von Carstein… è astuto e ingannatore, lei dovrà tenere d’occhio anche le sue truppe, ora vada” e lo mollò. Durath uscì fuori dalle stanze del Re Stregone, dove venne accolto da Kouran “Sembra proprio che oggi sia la sua giornata fortunata, non molti escono con le proprie gambe o con tutti gli arti da una conversazione con il mio padrone “ disse il comandante delle guardie “Ha ragione Mastro Darkhand” disse dolorante Durath “Ma è anche vero che mi ha rotto un braccio con una facilità estrema…”
